Eccoci qui al quarto libro.
Quando iniziai a frequentare il primo corso di scrittura creativa tenuto da Massimo Fagarazzi, non mi ritenevo all’altezza di scrivere un racconto, ormai avevo sotterrato l’esercizio dello scrivere sotto anni di sedimentazioni naturali: ma poi, grazie all’insegnante e grazie ai corsisti, persone veramente attive che mi fecero venir voglia di lavorare, riscoprii quel piacere di esprimermi nello scritto che è sempre stata mia caratteristica. È come se, scrivendo, facessi uscire tutto e non solo una parte (come invece accade quando parlo), arrivando a liberare immaginazione e sogno.
Perché alla fine è cosi: ti alzi una mattina, pensi al viaggio che vorresti fare, guardi su internet, scopri che da qualche parte c’è un posto assurdo, decidi di andare a visitarlo in ferie, ne resti colpito. E intanto dentro di te qualcosa scaturisce, una sorta di anima collaterale che sente cosa ti sarebbe successo lì se ci fossi stato dieci, venti, trent’anni prima. Oppure proietti quel logo in un futuro; o lo vesti sul corpo di qualche personaggio che hai in mente; o lo fai diventare protagonista. Ma il risultato è che, a quel punto, la mente ha viaggiato più del corpo e hai bisogno di condividere con gli altri.
“Kutná Hora” si svolge tra Lumezzane, in val Gobbia, la costa de la Luz in Spagna e la repubblica ceca. È una storia di impegno e dedizione, ma anche di destino, e una visione personale su ciò che potrebbe accadere in Italia nei prossimi anni.

Un piccolo imprenditore meccanico di Lumezzane si dedica con passione e amore a lavoro e famiglia, con una unica valvola di sfogo: le partite delle rondinelle del Brescia calcio.
Accade però un imprevisto fiscale che rovina il sottile equilibrio su cui poggia la vita del carpentiere: da qui Paolo inanellerà una serie di scelte che il destino boccerà fatalmente (se no non sarebbe destino), prima in Italia e poi in Spagna.
Paolo, rifugiatosi nella tranquillità di un lavoro dipendente e in un posto enigmatico, (l’ossario di Sedlec in comune di Kutná Hora) avrà tempo di far filosofia sull’esistenza umana e su concetti di soddisfazione personale in compagnia di scheletri che diventeranno specchio della sua anima.
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Il libro è stato premiato alla sezione inediti del concorso letterario Iannas 2025, città di Quartu Sant’Elena, con il premio speciale Maccioni. Il premio è stato ritirato dai carissimi amici Cristina Cancedda e Davide Moressa, con grande senso di condivisione di cose e percorsi, proprio come piace a noi. La vita è una serie di curve che a volte si chiudono a cerchio, e a volte no. In questa occasione il cerchio si è chiuso visto che mi avevano suggerito loro l’iscrizione al concorso ed io mi ero iscritto senza dirglielo, confidando nella sorpresa finale.
Voglio esprimere un ringraziamento al collega Andrea Zolin che mi ha sapientemente aiutato nella grafica di copertina e all’artista duevillese Andrea “Turbo” Barbiero che mi ha concesso di ritrarre la sua opera “Progetto umano 04”: quest’opera mi ha colpito perché è costituita da una parte “fissa” che nella mia idea rappresenta la pianificazione umana e da un fascio di piccoli steli di bamboo appeso a una catenella, una parte mobile soggetta alle vibrazioni universali, che mi ha richiamato la parte incontrollabile delle nostre esistenze, il destino.

https://www.andreaturbobarbiero.com/
Infine colgo anche l’occasione per ringraziare l’attore teatrale Pietro Casolo e il musicista Matteo Lassati per la bellissima esperienza che abbiamo fatto con le serate di reading musicale del precedente lavoro “Destinazione Pyramiden”. Grazie al libro ora siamo tre amici, e anche questo è un bel valore.


Francesco Sattin è nato nel marzo 1972 a Vicenza e ha vissuto l’infanzia nel quartiere operaio dei Ferrovieri. Impiegato come responsabile acquisti in una azienda illuminotecnica, vive e lavora a Dueville in provincia di Vicenza. È sposato con Barbara e ha due figli, Mara e Marco.
Nel 2018 ha partecipato a un concorso di ingegno creativo locale, Fantastico2018, vinto col racconto “Il candore della Marogna”, recentemente pubblicato nella raccolta “Racconti dal Veneto 2022”, Historica edizioni.
Nel 2020 il suo esordio editoriale con la raccolta di racconti veneto londinesi “Facce da tubo”, per i tipi di Echos edizioni, mentre è del 2022 la pubblicazione, sempre per Echos, del romanzo di crescita corale “Pane e Oppi”.
Nel 2024 l’uscita di “Destinazione Pyramiden” (C.S.A. editrice), in cui racconta con sensibilità e ironia un viaggio nelle isole Svalbard e nella solitudine, affrontando luoghi e temi di estrema attualità. Un romanzo che seppure ambientato a temperature polari non manca di scaldare l’anima.
Nel 2025 è uscito il suo ultimo romanzo “Kutná Hora” con cui affronta tematiche legate alle difficoltà di essere piccolo imprenditore in Italia, alla forza d’animo e alla volontà, ma anche al destino.
Ama viaggiare, anche se non riesce a farlo spesso, la musica indie/alternative, il calcetto con gli amici del “Così si gioca”, il fantacalcio col super gruppo di fantallenatori.


