
Vi piacciono le belle sorprese? Regali inaspettati, visite di amici, feste a sorpresa, incontri casuali… scoperte casuali. Oppure, perché no, ritrovare effetti personali smarriti da tempo. Ad esempio ripescare nelle tasche di una giacca riposta da molto tempo nell’armadio, quel piccolo oggetto, quel ricordo del quale si era persa ogni traccia. Ci sono persone che non amano uscire dal programma, non amano interferenze, invece la deviazione dallo scenario programmato può creare emozioni positive.
Regione Marche: luglio, caldo, sole, afa, qualche nuvola – la pioggia si farebbe quasi desiderare – viaggio di lavoro. Però in fondo abbiamo del tempo a disposizione e la voglia di visitare qualche località ci trasforma anche in turisti improvvisati. Di cose da vedere nelle Marche, credetemi, ce ne sono eccome, c’è l’imbarazzo della scelta! Senza alcuna programmazione, attirati da una famosa trasmissione televisiva che propone un contest tra i migliori borghi d’Italia, puntiamo il navigatore verso verso uno di questi, tra i tanti, della provincia di Macerata. (Non svelerò il nome, e capirete presto il perchè).

Durante il tragitto, in mezzo a stupende colline e tantissimi campi di girasole in piena fioritura, dall’auto scorgiamo una collina tondeggiante sulla cui sommità si erge una cinta muraria. Da lontano l’immagine è attraente, sembra un quadretto. Un cartello indica perentorio, VISITATE MONTELUPONE, e noi obbediamo, con un nome del genere…non possiamo che fare una sosta intermedia e dare uno sguardo.

Snocciolo ora qualche veloce dato, frutto di una breve ricerca a posteriori; appena scesi dall’auto la nostra conoscenza del territorio circostante era pari a poco più di zero. Montelupone, circa 3000 anime, 272 metri sul mare, vanta origini antichissime; conserva ancora in ottime condizioni la sua parte storica composta dalla cinta muraria con quattro porte, strade lastricate, palazzi signorili e chiese in stile romanico, un’abbazia (San Firmano) e poi ancora parchi e giardini. Gli effetti del terremoto che ha colpito quest’area alcuni anni fa sono comunque palpabili, le chiese per esempio sono ancora in fase di restauro e le porte di ingresso sono tutt’ora rinforzate da strutture di sostegno.
Pulizia, ordine, cura, sono caratteristiche comuni nei paese delle Marche, anche qua rispettate in pieno. L’ingresso da una delle antiche porte è un bel biglietto da visita.
Ci proponiamo di fare un giretto veloce dentro le mura del paese e proseguire poi per “l’altro borgo” (sarà così?). Scarpiniamo lentamente, guardandoci attorno. Leggiamo tabelle e nomi, quando ad un certo punto, nella piazza principale, ci viene incontro un signore sorridente, dall’espressione simpatica, in divisa estiva d’ordinanza.
Maglietta dalla grafica che richiama la nautica da diporto “Costa dei Trabocchi” – conoscevo solo i trabucchi, le catapulte in uso nel medioevo, cosa diavolo saranno i trabocchi – bermuda, sandali di vaga foggia teutonica ma indossati italicamente senza calzino bianco. La prima domanda che riceviamo, ci farà tornare in mente qualche citazione cinematografica o della reclame anni 80.
“Turisti?” Beh, francamente era anche dura non sembrarlo. Portavamo pure il cappellino, eravamo in abiti sbragati, ci mancava solo la reflex al collo stile giapponese e la mappa aperta in mano. “Sì, turisti”, e pure turisti per caso, al 100% eravamo proprio noi.

Si presenta “sono Aldo, piacere di conoscervi”. Ci dice di essere del posto, di essere stato impiegato e di essere ora in pensione. Quando gli sveliamo che in realtà eravamo diretti verso “l’altro” paesino della zona e che ci siamo fermati a Monte Lupone attratti dallo scorcio della collina e dalle sua cinta muraria (Davide aggiunge “anche per il nome” perchè questa cosa del lupone, non lupo, lupone, la trovava troppo divertente) i suoi occhi si accendono di soddisfazione e ci dice che avevamo fatto bene a farmarci là, dato che “Montelupone è nettamente più bello“. E non solo, a rinforzo del paragone ci decanta sorridendo una breve filastrocca in rima marchigiana, dove anche gli abitanti del paese rivale non ne escono proprio benissimo! Non ci ricordiamo esattamente le parole, il contenuto parlava di questi loro vicini, che lavavano i panni con i calcagni sporchi di carbone, o senza sapone, insomma, più o meno suonava in questo modo. Speriamo che qualcuno possa rinfrescarci la memoria.
Ah, se non ci fossero i campanili, bisognerebbe inventarli.


Signor Aldo ci domanda se abbiamo già visitato il parco Franchi e ci accompagna in quello che un tempo era il giardino di una villa nobiliare al centro del quale troneggia un maestoso cedro del libano e dove ogni anno si svolge la sagra del carciofo (presidio “slow food” noto anche come “scarciofeno”
Questa specialità locale attira talmente tante persone che la fila per assaggiare il menù a base di riso con carciofi e carciofi fritti arriva quasi fino a fuori il paese. Dal Parco Franchi si gode di un’eccezionale vista aperta sulla dolce campagna marchigiana, dal Monte Conero a Recanati.

Aldo ci chiede poi se siamo a conoscenza della presenza di un teatro ottocentesco nella piazza principale, anche questa era una informazione che ignoravamo. L’ingresso del teatro è sotto i portici della piazza centrale del paese, dove c’è anche il Municipio.

Il Teatro è chiuso. Aldo in quattro e quattr’otto si industria a chiedere le chiavi di accesso prima al bar, poi all’ufficio informazioni, e infine presso il Municipio.
Passano pochi minuti ed ecco Aldo in compagnia di una gentilissima addetta del Comune, con le chiavi del Teatro!
Che privilegio.
Abbiamo avuto l’onore di visitare un vero e proprio gioiello del melodramma, il Teatro Nicola degli Angeli. https://www.comune.montelupone.mc.it/vivere-il-comune/luoghi/teatro-nicola-degli-angeli/
Signor Aldo ci spiega che il teatro è risalente al 1863, è stato inglobato nella struttura del nuovo Municipio costruito in sostituzione del vecchio edificio ormai inadatto alle funzioni amministrative. Davvero bello, raccolto, elegante, 272 posti a sedere, 15 palchetti, un loggione e una struttura ellittica perfettamente conservata: il Teatro di Monte Lupone fa parte di quella serie di teatri nati grazie alla passione per il melodramma (passione trasversale che abbracciava tutte le classi sociali) che interessò tutta l’Italia, ma in modo particolare le Marche del secolo XIX.



Ci accompagna anche l’impiegata del Comune che, assieme al signor Aldo, fornisce dettagli veramente interessanti sull’origine della struttura: come ancora venga utilizzata e come costituisca ancora un vero e proprio centro di aggregazione culturale per il paese.
Il Teatro si pregia ogni anno di un’eccellente programmazione teatrale e inoltre ospita le riunioni del Consiglio comunale e convegni vari. Alla fine della visita ci congediamo da signor Aldo, il cui sorriso soddisfatto manifesta l’orgoglio per il suo paese e per aver sorpreso e meravigliato due turisti capitati per caso.
E’ così che un incontro fortuito e una visita inaspettata hanno trasformato quella che doveva essera una fugace visita di uno dei tanti borghi medievali, anzi, una tappa casuale e imprevista, in una scoperta inaspettata e una mattinata gradevolissima.
Perchè si sa che la sorpresa è una sferzata di dopamina, soprattutto quando è positiva (visitate il sito della Fondazione Paoletti!)



Conserveremo un “indimenticabile” ricordo di Montelupone.
Ci siamo sentiti ospiti speciali, abbiamo ricevuto molto di più di quello che ci aspettavamo, abbiamo conosciuto bella gente e bei luoghi, abbiamo trascorso del tempo che è volato in compagnia della nostra ottima guida.
E siamo ripartiti chiedendoci se in fondo, non sia anche grazie a persone come il Signor Aldo, che l’Italia resta un paese speciale.
Un paese ricco di storia, cultura, tradizione, e animato da un popolo che…non smette di sorprendere.
Grazie, signor Aldo, abbiamo molto gradito!


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